Frodi creditizie e furto d’identità: quanto sono efficaci i controlli sui documenti?

Verifica documenti e identità italiana

Frodi creditizie e furto d’identità: quanto sono efficaci i controlli sui documenti?

Le frodi creditizie legate al furto d’identità continuano ad aumentare. Secondo l’Osservatorio CRIF – Mister Credit, nel 2025 in Italia sono stati rilevati oltre 38.300 casi, per un valore complessivo superiore a 165 milioni di euro. Dietro molte di queste operazioni c’è l’utilizzo illecito dei dati personali di un’altra persona, talvolta attraverso documenti falsi o alterati. Come si può riconoscere un documento contraffatto? Quali verifiche dovrebbe effettuare un operatore? E cosa cambia con le nuove disposizioni sulla validità delle carte d’identità cartacee?

Frodi creditizie in Italia: i dati CRIF del 2025

Secondo l’Osservatorio CRIF – Mister Credit, nel corso del 2025 sono stati registrati in Italia oltre 38.300 casi di frode creditizia basata sul furto d’identità, con un incremento del 23,8% rispetto al 2024.

Il valore economico complessivamente frodato ha superato i 165 milioni di euro, registrando una crescita del 10,7%.

Già i dati relativi al primo semestre 2025 avevano evidenziato un incremento del fenomeno: oltre 18.800 casi (+9,2%) e più di 86 milioni di euro sottratti.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda gli importi coinvolti. Nel primo semestre, oltre il 60% delle frodi rilevate interessava somme inferiori a 10.000 euro, con aumenti significativi nelle fasce comprese tra 3.001 e 5.000 euro (+80%) e tra 5.001 e 10.000 euro (+60%).

Sono importi che possono rientrare nelle normali operazioni di credito al consumo: acquisti di elettrodomestici, dispositivi elettronici, arredamento o prestiti personali.

Questo significa che anche una richiesta di finanziamento di importo contenuto può essere oggetto di un tentativo di frode.

Il rischio interessa quindi anche gli operatori che gestiscono quotidianamente numerose pratiche, spesso con tempi di lavorazione ridotti e procedure di acquisizione documentale standardizzate.

Come avvengono le frodi creditizie attraverso il furto d’identità?

Il furto d’identità si verifica quando qualcuno utilizza illecitamente i dati personali di un’altra persona per compiere operazioni a suo nome.

Nel settore creditizio, queste informazioni possono essere utilizzate per richiedere finanziamenti, ottenere prestiti, acquistare beni a rate o attivare servizi che prevedono pagamenti differiti.

Immaginiamo una situazione piuttosto comune.

Una persona si presenta presso un punto vendita e richiede un finanziamento. Fornisce un documento d’identità, comunica i propri dati anagrafici e consegna la documentazione richiesta.

La pratica viene acquisita e avviata alle successive verifiche.

Ma cosa succede se quel documento è stato contraffatto? Oppure se è autentico, ma appartiene a un’altra persona?

In queste situazioni, l’affidabilità delle informazioni raccolte dipende anche dalla capacità di riconoscere eventuali anomalie durante il processo di identificazione.

Non tutte le frodi, naturalmente, prevedono l’impiego di documenti materialmente falsificati.

Possono essere utilizzati documenti autentici sottratti al legittimo titolare, dati personali acquisiti attraverso attività illecite oppure informazioni manipolate per costruire un’identità apparentemente credibile.

Dopo quanto tempo viene scoperta una frode?

Un altro elemento da considerare riguarda i tempi di scoperta.

Secondo i dati CRIF relativi al primo semestre 2025, il 45,3% dei casi viene individuato entro sei mesi. Nel 16% dei casi, invece, la frode emerge dopo oltre cinque anni.

La vittima può accorgersi dell’accaduto soltanto quando riceve una richiesta di pagamento per un finanziamento mai sottoscritto, viene contattata da una società di recupero crediti oppure incontra difficoltà nell’accesso al credito.

A quel punto è necessario ricostruire quanto accaduto, verificare i documenti utilizzati e accertare come sia stato possibile ottenere un finanziamento utilizzando l’identità di un’altra persona.

Per questo motivo, la qualità dei controlli effettuati durante l’identificazione assume un’importanza particolare.

Come riconoscere un documento d’identità falso o alterato?

La verifica di un documento d’identità non dovrebbe limitarsi alla lettura dei dati anagrafici e all’acquisizione di una copia.

Un documento può apparire regolare e contenere comunque alterazioni. In altri casi può essere autentico, ma utilizzato da una persona diversa dal legittimo titolare.

Durante il controllo è importante considerare diversi aspetti:

  • Validità del documento: verificare la data di scadenza e accertare che il documento sia utilizzabile per la specifica operazione.
  • Caratteristiche di sicurezza: controllare gli elementi previsti per il modello documentale, come ologrammi, microstampe, filigrane e altre caratteristiche di autenticità.
  • Coerenza dei dati: confrontare le informazioni anagrafiche riportate sul documento con quelle presenti nella restante documentazione.
  • Riferibilità al titolare: verificare, attraverso le modalità consentite, che il documento appartenga effettivamente alla persona che lo presenta.
  • Possibili alterazioni: prestare attenzione a fotografie sostituite, difformità grafiche, anomalie nella stampa o altri segni di manipolazione.

Naturalmente, i controlli devono essere adeguati alla tipologia di documento.

Le caratteristiche di sicurezza di una Carta d’Identità Elettronica sono differenti da quelle di una carta cartacea. Anche i documenti emessi da altri Paesi possono avere elementi e sistemi di protezione diversi.

Un operatore dovrebbe quindi conoscere le caratteristiche del modello che sta esaminando, evitando di considerare sospetta una particolarità che potrebbe essere del tutto regolare.

La scansione del documento è sufficiente?

La qualità delle immagini acquisite può incidere significativamente sull’efficacia dei controlli.

Una fotocopia o una scansione poco leggibile può rendere difficile individuare alterazioni, caratteristiche di sicurezza o difformità che sarebbero osservabili sull’originale.

Alcuni elementi di autenticità, inoltre, non possono essere valutati correttamente attraverso una semplice immagine statica.

Per questo, quando l’identificazione avviene da remoto, sono necessari strumenti e procedure adeguati alle modalità operative e agli obblighi applicabili.

La sola presenza di una copia nel fascicolo non dimostra che ne siano state verificate l’autenticità e la riferibilità al soggetto identificato.

Carta d’identità cartacea e CIE: cosa cambia dopo il 3 agosto 2026?

Le nuove disposizioni sulla validità delle carte d’identità cartacee rappresentano un ulteriore elemento di attenzione per chi si occupa di verifiche documentali.

Il Regolamento UE 2025/1208 ha previsto, a partire dal 3 agosto 2026, la cessazione della validità delle carte d’identità che non soddisfano determinati requisiti minimi di sicurezza o che non dispongono di una zona a lettura ottica funzionale (MRZ).

Questa disposizione riguarda le tradizionali carte d’identità cartacee italiane.

Il Decreto Legge 26 giugno 2026, n. 108, ha tuttavia introdotto alcune disposizioni transitorie per garantirne l’utilizzo in circostanze specifiche.

Quando è ancora valida la carta d’identità cartacea?

L’articolo 11 del decreto distingue alcune situazioni.

Rapporti contrattuali già stipulati entro il 3 agosto 2026

Le carte d’identità cartacee utilizzate per identificare le parti in rapporti contrattuali pubblici o privati già stipulati entro tale data mantengono efficacia, limitatamente a quei rapporti, fino alla scadenza originaria riportata sul documento.

Accesso a determinati servizi e operazioni

Fino al 31 gennaio 2027, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa, il documento cartaceo non scaduto può continuare a essere utilizzato per specifiche finalità, tra cui:

  • Accesso a prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative.
  • Rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i gestori di pubblici servizi.
  • Consegna di posta e atti giudiziari.
  • Ritiro o deposito di denaro presso istituti bancari, finanziari e postali.

Nuovi rapporti contrattuali

Le disposizioni transitorie non costituiscono invece una proroga generalizzata per l’identificazione finalizzata alla stipula di nuovi contratti di finanziamento.

Per gli operatori finanziari è quindi necessario distinguere la gestione di un rapporto già esistente dall’identificazione di un cliente per una nuova operazione.

Espatrio

Dal 3 agosto 2026 le tradizionali carte d’identità cartacee non sono più utilizzabili come documenti per l’espatrio. Occorre disporre di un documento di viaggio valido per la destinazione, come una CIE valida per l’espatrio o un passaporto.

Le disposizioni sono illustrate anche nella comunicazione della Prefettura sull’efficacia dei documenti d’identità.

Abbiamo approfondito le conseguenze pratiche di queste novità anche in un post pubblicato sulla pagina LinkedIn di SENAPA Consulting, dedicato alla validità delle carte d’identità cartacee e alle criticità per chi effettua controlli documentali.

Documenti d’identità provvisori e ricevute CIE: quali differenze?

Un altro aspetto che merita attenzione riguarda i documenti provvisori.

Il DL 108/2026 ha previsto la possibilità di rilasciare, in particolari situazioni di urgenza e nelle more del rilascio della CIE, un documento d’identità provvisorio con validità massima di sei mesi, non rinnovabile.

Questo documento deve essere distinto dalla ricevuta rilasciata dal Comune al momento della richiesta della Carta d’Identità Elettronica.

La ricevuta CIE può essere utilizzata come documento di riconoscimento fino al giorno precedente la consegna della carta, secondo le indicazioni del Ministero dell’Interno, ferma restando la necessità di verificarne l’idoneità alla specifica procedura.

Per controllarne l’autenticità è disponibile l’applicazione ministeriale Ve.Do., che permette di verificare il QR code presente sulla ricevuta e lo stato di lavorazione della CIE.

Per la verifica elettronica dell’autenticità della CIE è invece disponibile l’app IDEA, utilizzabile mediante smartphone Android dotato di tecnologia NFC.

Per approfondire le modalità di utilizzo di questi strumenti è possibile consultare la pagina ufficiale del Ministero dell’Interno dedicata alla verifica elettronica.

Per chi esamina quotidianamente documenti d’identità, conoscere queste differenze permette di evitare errori nella valutazione della documentazione presentata.

SCIPAFI: come funziona la verifica dei dati identificativi?

Tra gli strumenti disponibili per contrastare il furto d’identità troviamo SCIPAFI, il Sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto d’identità.

Il sistema, di titolarità del Ministero dell’Economia e delle Finanze e gestito da Consap, permette ai soggetti aderenti di verificare la corrispondenza di determinati dati identificativi e reddituali con le informazioni contenute nelle banche dati collegate.

È uno strumento importante per individuare possibili incongruenze nelle informazioni fornite durante una richiesta di finanziamento o di altri servizi.

L’accesso, tuttavia, non è disponibile indistintamente per qualsiasi azienda o professionista.

La normativa individua specifiche categorie di soggetti che possono aderire al sistema e disciplina le relative procedure.

Va inoltre considerato che la corrispondenza delle informazioni presenti negli archivi non garantisce automaticamente l’autenticità materiale di un documento, né dimostra da sola che chi lo utilizza sia il legittimo titolare.

Per questo motivo, la verifica sulle banche dati e l’analisi documentale sono attività complementari.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale Consap dedicato a SCIPAFI.

Verifica dell’identità e antiriciclaggio: cosa prevede il Regolamento UE 2024/1624?

L’importanza della corretta identificazione trova riscontro anche nell’evoluzione della normativa europea in materia di antiriciclaggio.

Il Regolamento UE 2024/1624, applicabile in via generale dal 10 luglio 2027, introduce un quadro armonizzato di obblighi per i soggetti tenuti all’adeguata verifica della clientela.

In particolare, l’articolo 20 include tra le misure di adeguata verifica l’identificazione del cliente e la verifica della sua identità.

L’articolo 22 approfondisce le informazioni da acquisire e le modalità di verifica, facendo riferimento anche a documenti d’identità, fonti affidabili e indipendenti e strumenti di identificazione elettronica.

Si tratta di disposizioni che rafforzano l’importanza di procedure di identificazione attendibili e coerenti con i rischi presenti.

Naturalmente, gli obblighi antiriciclaggio e le attività di prevenzione delle frodi non coincidono completamente e perseguono anche finalità differenti.

La corretta verifica dell’identità rappresenta però un elemento importante per entrambe.

Un’identificazione superficiale può esporre l’organizzazione a rischi economici, operativi e reputazionali, oltre a complicare gli accertamenti quando viene individuata una possibile irregolarità.

Formazione antifrode: perché conoscere i documenti è ancora importante

La tecnologia ha reso disponibili strumenti sempre più avanzati per verificare documenti e informazioni.

Questi sistemi possono supportare gli operatori nell’individuazione di incongruenze, ma devono essere utilizzati nell’ambito di procedure adeguate e da personale in grado di comprenderne i risultati.

Non tutte le anomalie sono necessariamente indicative di una frode.

Una difformità può dipendere da un errore materiale, dalle caratteristiche del documento oppure da una scansione di scarsa qualità.

In altri casi, invece, un elemento apparentemente marginale può rendere necessario un approfondimento.

Saper distinguere queste situazioni richiede conoscenza dei modelli documentali, esperienza e formazione specifica.

Da oltre 15 anni SENAPA Consulting opera nell’ambito della prevenzione delle frodi, dell’analisi documentale e della verifica delle informazioni a supporto dei processi di valutazione.

Attraverso SENAPA Academy proponiamo percorsi formativi pratici rivolti agli operatori che quotidianamente acquisiscono ed esaminano documenti, con particolare attenzione al riconoscimento delle alterazioni e delle anomalie.

Per approfondire queste tematiche e acquisire competenze specifiche nella verifica dell’autenticità dei documenti, scopri il nostro corso di Analisi e riconoscimento del falso nei documenti d’identità.

Puoi inoltre consultare il catalogo completo dei corsi SENAPA Academy, dedicati alla prevenzione delle frodi e all’analisi documentale.

Perché è importante verificare correttamente l’identità?

I dati CRIF mostrano quanto le frodi creditizie basate sul furto d’identità continuino a incidere sul sistema finanziario, coinvolgendo anche operazioni di importo relativamente contenuto.

Una verifica documentale accurata non può eliminare completamente il rischio di frode, ma può contribuire a riconoscere situazioni anomale prima che un’operazione venga perfezionata.

La conoscenza delle caratteristiche dei documenti, delle disposizioni sulla loro validità e degli strumenti disponibili dovrebbe quindi far parte delle competenze di chi si occupa di identificazione.

L’acquisizione di un documento rappresenta soltanto una fase del processo di verifica.

Prima di procedere con una pratica, dovremmo poter rispondere a una domanda precisa: abbiamo verificato che il documento sia valido, autentico e realmente riferibile alla persona che lo presenta?


Fonti e riferimenti